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Giochi da tavola: tra realtà che non ti aspetti e progetti extraludici

8 dicembre, 2016

A chi capita spesso di sedersi attorno a un tavolo per apparecchiare l’ultimo arrivato sul proprio scaffale di giochi in scatola, la seguente premessa non sarà sicuramente una novità e, anzi, lo avrà letto e detto innumerevoli volte: giocare da tavolo significa ben altro che rispolverare di tanto in tanto i grandi vecchi classici a cui gran parte di noi è abituata.

Non si parla quindi di svenarsi per ogni cosa sorga tra Vicolo Corto e Parco della Vittoria, e nemmeno delle sudatissime battaglie alla conquista del Kamchatka risikiano a suon di tris gettati al vento per colpa di dadi tiranni.

L’immenso mondo che si svela a chi vuole dare uno sguardo più approfondito, mostra una realtà ben più vasta di quanto non si possa immaginare. Il board game design, negli ultimi anni, ha vissuto una vera e propria esplosione in funzione di una popolarità cresciuta esponenzialmente, e che ha portato sempre più persone ad appassionarsi e a sperimentare titoli nuovi ed inediti, arrivando oggi ad uno scenario talmente ampio e variopinto che la definizione di “mercato di nicchia” sta pian piano andando sempre più stretta agli addetti ai lavori del settore.

Ma anziché dilungarmi in questo tipo di discorso che ha già visto tantissime persone, anche più competenti e informate del sottoscritto, parlare e scrivere eccellenti articoli a riguardo, mi limito a suggerire questa guida, veramente ben fatta, dal blog Giochi sul Nostro Tavolo completa di informazioni su generi, titoli, eventi, rimandi ad altri blog e tutto ciò che il neofita interessato può desiderare per muovere i suoi primi passi.

meeple

I celebri meeple: pedine in legno dalle fattezze umane. Il termine è la contrazione di “my people” coniata nel 2000 da Alison Hansel durante una partita a Carcassonne – credit

Quella del gioco da tavolo è quindi una cultura che anche in Italia sta emergendo.

Le case editbangrici nostrane sono andate in progressivo aumento al pari dei nostri autori capaci di firmare quelle che sono diventate vere perle a livello internazionale (penso, ad esempio, all’ultracitato e premiato BANG! di Emiliano Sciarra). Eventi come il Modena Play totalizzano affluenze nell’ordine delle decina di migliaia di persone ogni anno e, a tal proposito, proprio su queste pagine Paolo Nanni vi aveva anche parlato di Gioco Forza, il festival della ludodiversità di Petriolo.

Proprio nel contesto di Gioco Forza, si è visto come il gioco intelligente sia portatore non solo di divertimento ma anche di veri e propri spunti di benessere per la persona: l’espressione “gioco intelligente”, con cui spesso si indicano i giochi da tavolo moderni, vuole proprio porre l’accento sull’utilizzo delle capacità logiche e cognitive richieste ai partecipanti, e che fa si che una sessione di gioco possa anche diventare lo strumento attraverso il quale sviluppare e prendere coscienza di determinate capacità personali che ci appartengono e che entrano in gioco nelle situazioni più disparate della vita di tutti i giorni.

Il potere di coinvolgimento che le dinamiche ludiche esercitano sulle persone è noto da tempo, ed è per questo che sempre di più si cerca di pensare a come il mondo del gioco possa portare un contributo significativo a progetti extraludici, come ad esempio incentivare l’apprendimento, sensibilizzare le persone su certi argomenti, promuovere e far conoscere le bellezze di un territorio, e così via.

Word Cloud "Gamification"In tal senso, anche se un po’ più distanti dal ruolo attribuibile direttamente ai board game, la gamification, ovvero l’applicazione delle meccaniche del gioco in contesti che di gioco non hanno nulla, ha rappresentato una significativa svolta in questa direzione. Si tratta qui di precisi meccanismi spesso calati in un contesto di video game online che, attraverso un sistema di obiettivi e ricompense, tentano di stimolare determinati comportamenti come svolgere certe azioni per sbloccare badge e reward, ottenere
premi accumulando punti, o portare al massimo una barra di completamento profilo inserendo le nostre informazioni sul sito web a cui ci siamo appena iscritti. Per un’ottima introduzione sull’argomento vi consiglio l’e-book Gamification Semplice di Paolo Roganti.

Quello che invece mi piacerebbe evidenziare è come l’ideazione di un vero e proprio gioco da tavola cartaceo, in virtù dell’evoluzione avuta in materia di game design e di cultura del gioco in scatola, possa rappresentare oggi un eccezionale spunto comunicativo al servizio di un progetto con finalità assolutamente extraludiche.www-uplay-it_kaleidos-400x400

In un suo recente post su Facebook, Spartaco Albertarelli, firma d’eccellenza tra i board game designer, autore di titoli come Magnifico e Kaleidos, e sviluppatore della linea Risiko! per Editrice Giochi, racconta come la sua Kaleidos Games farà parte di un gruppo di sviluppo per un progetto europeo che si pone l’obiettivo di individuare modelli di risparmio energetico studiando i comportamenti diffusi dei consumatori:

Coinvolgere la gente attraverso un processo di “gamification”, che prevede non solo lo sviluppo di meccanismi ludici online, ma anche la progettazione di un gioco fisico”magnifico

Tra gli altri esempi potrei citare come molte realtà locali abbiano tentato di declinare il noto Risiko calandolo nella propria realtà geografica con mappa locale e pedine personalizzate. In tal senso, tra tutti sicuramente svetta il marchigiano E Daje Tira! un progetto Pro Loco che trasforma i noti carri armatini in trattori e la mappa assume le fattezze della Vallesina e dintorni, il tutto è completato da carte (parte attiva del gioco) raffiguranti personalità e simboli locali con descrizioni che tolgono più di una curiosità sulle tradizioni delle varie zone. Un progetto sicuramente interessante che, seppur sul campo abbia evidenziato qualche pecca a livello di giocabilità, ha il pregio di presentarsi in una veste sicuramente curata e accattivante.

In sostanza, se vi troverete un giorno a pensare ad un gioco fisico per sviluppare e comunicare un vostro progetto, ricordate che il gioco sarà parte integrante del progetto stesso e della sua comunicazione. Se si farà giocare volentieri vincerete la partita del catturare l’attenzione del vostro pubblico verso ciò che state sviluppando.

E un gioco che si fa giocare volentieri ha meccaniche che funzionano e ne assicurano giocabilità e divertimento, e una grafica che sa catturare fin dal primo sguardo, perché, da che mondo e mondo, da sempre, anche l’occhio vuole la sua parte.

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Fabrizio Grugnaletti

Laureato in comunicazione, content writer, copy e curatore di contenuti

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